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 Fatti sentire contro i “diritti accessori”  che penalizzano gli editori e l’editoria digitale
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Anso, insieme ad un numero sempre maggiore di editori, si oppone alla creazione di un nuovo diritto sui frammenti di testo a livello europeo. 

Questa piattaforma punta a sensibilizzare sugli effetti negativi per gli editori ed è uno strumento per garantire che gli editori europei di notizie e periodici riescano a far sentire sempre di più la loro voce.

La Commissione europea vuole sentire la tua opinione. Adesso.


La Commissione ha appena lanciato una consultazione pubblica sulla creazione di un nuovo “diritto connesso” (una speciale tipologia di diritto d’autore) a livello europeo per gli editori di notizie, libri, riviste scientifiche, mediche e tecniche. Si tratta del più chiaro segnale ad oggi che la Commissione sta pensando di creare nuovi “diritti accessori”. Tali nuovi diritti possono sembrare simili alla “tassa sui frammenti di testo” introdotta in Spagna e Germania, ma potrebbero risultare ancora più ampi e coprire non solo gli editori di notizie, ma anche gli editori di libri e riviste scientifiche e interessare non solo i frammenti di testo ma anche tutte le attività offline e online.

Scopri di più qui.

Perché è importante per gli editori?

Teoricamente, tutto questo viene fatto in nostro nome. Se gli editori che ritengono che si tratta di un errore non si fanno sentire, Bruxelles continuerà a pensare che gli editori sono a favore di questi nuovi diritti. Siamo nella posizione migliore per opporci e per indirizzare il dibattito verso misure che possano davvero sostenere l’editoria in Europa.

Infatti questi nuovi diritti non solo inimicano gli utenti di Internet e danneggiano l’economia digitale, ma colpiscono anche gli editori.

Scopri di più qui.

venerdì, 10 giugno 2016

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